Perchè la cosa più importante di tutte è riconoscere il valore delle persone

Il genio introverso, il raffinato figlio d’arte che faceva strage di cuori e il brillante uomo di mondo.
Oltre a essere le tre punte di diamante del Rinascimento, Michelangelo (1475), Raffaello (1483), Leonardo (1452) furono anche perfetti rivali, tanto nella vita quanto nella carriera.
Che tra i tre giganti della pittura, con indole molto diversa, non corresse buon sangue è noto a tutti, ce lo ricordano i tanti aneddoti che la tradizione tramanda, ma chi preferire tra i tre? Alla morte di Raffaello, avvenuta lo stesso giorno del suo compleanno, il 6 aprile del 1520 all’età di 37 anni, venne stabilito di dargli sepoltura nel Pantheon ed il Cardinale Pietro Bembo compose l’epitaffio riportato sulla lapide che sovrasta il sepolcro “Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori”, ovvero “Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”. Si deve dedurre che presso i suoi contemporanei dovesse godere di un prestigio così elevato tale da farlo preferire nella scelta agli altri due? Naturalmente il giudizio non è relativo all’opera complessiva dei tre artisti.

Ciascuno di noi nel corso della sua vita ha a che fare con vicende varie, eventi, fatti, esperienze. Ma il tutto si riduce alle persone nelle quali ti imbatti. Niente avviene senza che sia una persona ad agire. Poi, certo, ci sono pure quelli convinti che accada l’invisibile ma molti di questi finiscono in manicomio. Bene, occorre quindi saper pesare tutte le persone che conosci o che studi. Se non sei capace, prendi lucciole per lanterne e magari scambi Roberto Vecchioni per Bob Dylan. Per capire il concetto cominciamo dallo sport, argomento che fa discutere milioni di persone, tifosi e non, non essendo necessaria nessunissima competenza di base per farlo. Si discute molto delle vittorie e sconfitte delle squadre di calcio, ad esempio, e le opinioni sono tante, varie e variabili. Ma il tempo, e la pazienza, consentono di districarsi nel dedalo di opinioni contrastanti, nel contrasto di tifosi che discutono attraverso numeri, idee, teorie, trattati, podcast. Solo il tempo per esempio ha dimostrato come l’attuale presidente dell’Inter Beppe Marotta sia il migliore dirigente calcistico italiano ormai da molti anni. Prima alla Juventus e poi all’Inter ha dimostrato che con lui una squadra ottiene risultati sportivi importanti. Nei miei ricordi ha preso il posto di un altro che si chiamava Italo Allodi. Cosa intendo dire? Intendo spiegare che col tempo analizzando successi, sconfitte, scudetti, vicende calcistiche, ovvero tanti fatti e numeri, si apre uno spiraglio di luce che illumina una persona, una sola, il quale tanti successi ha saputo determinare.

Talvolta basta un semplice confronto tra persone diverse e si capisce meglio la realtà. Prendiamo un italiano, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet il quale ha espresso la sua ferma decisione di non guardare la miniserie britannica ‘Adolescence’. L’opera in quattro puntate, distribuita da Netflix, affronta temi complessi legati all’adolescenza, che vanno dalla violenza giovanile al bullismo, dalla misoginia alla cosiddetta sottocultura ‘Incel‘. Nonostante gli argomenti trattati, che da psichiatra lo riguardano da vicino, Crepet ha deciso di non guardare la serie, come ha specificato in un’intervista al Corriere della Sera. “Non l’ho vista e non intendo farlo”, ha sentenziato. “Non intendo ingrassare alcuna piattaforma digitale che, peraltro, in linea generale ritengo responsabili del degrado sociale cui stiamo assistendo“. In altri termini, uno specialista ci dice che pur non avendo veduto ciò di cui si parla, egli vuole esprimere un giudizio negativo sull’oggetto.  Viceversa, si legge sul web, “la serie Adolescence su Netflix sconvolge il Regno Unito, il premier Starmer vuole farla vedere nelle scuole
per affrontare il tema della mascolinità tossica.” Quindi, ponendo a confronto un politico, il premier inglese Starmer, e lo psichiatra italiano Crepet, siamo in grado di pesare i due uomini. Ma non per il giudizio che danno su una serie tv, giudizio che può essere in ogni caso opinabile e personale, ma solo perchè uno parla a ragion veduta, e l’altro perchè è solo un presuntuoso.